La (dolce) attesa del piacere: I am the Walrus

L’attesa del piacere è essa stessa il piacere. Davvero caro il mio Gotthold Ephraim Lessing, riportato in auge da noto spot Campari? Mi pare EVIDENTE che tu non sia mai stato in dolce attesa, illuminista di sta cippa! Parliamo di tutto sto piacere, ovvero:

Come sopravvivere all’8 mese, nell’attesa del piacere

Il piacere che provano le tue ginocchia impreparate a scarrozzarsi 12 kg in più, ad esempio. Perchè che durante la gravidanza è il tuo corpo che cambia nella forma e nel colore è una verità parziale. Si, il bacino si allarga per far si che il pupo possa allegramente scivolare via da dove la natura ha predisposto lo scivolamento (o era Dio con partorirai con dolore? grazie neh), anzichè riproporre la famosissima scena di Alien con l’ostetrica in versione Ellen Ripley. Ma il resto? Le spalle saranno in grado di sopportare quelle 2/3 misure di seno supplementari? E tuo marito??? E i muscoli? Certo ti dicono tutta la vita che sei predisposta, a farlo un bambino. Che è la natura e il ruolo (non unico, spero) della donna. Ma che dovresti avere una muscolatura allenata e rinforzata per sostenere tutto st’ambaradan PRIMA di rimanere incinta che poi it’s too late? Mica te lo dice nessuno!

E il nervo sciatico che ti si infiamma? Mmm piacevolissimo! Cammini che sembri appena uscita da una sessione impegnativa, che 50 sfumature levatevele proprio. Che vorresti solo che ti troncassero in due ad altezza osso sacro. Non puoi stare seduta, che fa male. Non puoi stare in piedi, che non resisti. Sdraiata…ahah non ne parliamo. Gambe in su, gambe ingiu; dai un bacio a chi vuoi tu. NIENTE! E poi, se testarda come un mulo ci metti 2 settimane a decidere di andarti a fare un massaggio shiatsu risolutivo (tips: non aspettate! Alle prime avvisaglie correte da uno shiatsuko (??), da un chiropratico, da un cinese in via sarpi ma di quelli seri, no quelli con l’happy ending che mò non serve a niente! Da chi volete, ma non attardatevi, che è inutile soffrire), ti sentirai pure stupida per le settimane a seguire perchè “cavolo potevo farlo prima, mortacci miei”!

Last but assolutamente not least, il piacere di dormire in nessuna posizione. Pancia in giù ovviamente non si può. Fianco destro, non digerisci. Pancia in su= maldischiena. Fianco sinistro, ti si atrofizza perchè ci stai troppo. E quando ti chiedi se nell’unica posizione un po’ più comoda non la stai schiacciando sotto i tuoi leggiadri 60kg. Fai un salto, fanne un altro, fai una giravolta, falla un’altra volta. E ti sei svegliato. Ed ogni volta che ti svegli devi OVVIAMENTE alzarti a fare la pipì. E così per tutta la notte ad libitum. col povero marito a fianco che ti sopporta quasi silenziosamente (santo, santo, sempre e solo santo. Ma in fondo per metà è colpa sua, diciamoci la verità e un bel mal comune mezzo gaudio).

pregnancy issues on internetPerò “beata te, almeno non hai le nausee”. Vero, mi sento molto fortunata. La beatitudine però è tutta un’altra cosa. Probabilmente sarà in quel primo scambio di sguardi che mi farà sembrare che tutto questo sia stato solo una passeggiata un po’ più lunga del previsto!

“Sitting in an English garden waiting for the sun, if the sun don’t come you get a tan from standing in the English rain. I am the eggman, they are the eggmen I am the walrus, goo goo g’ joob goo goo goo g’ joob”

I am the Walrus – The Beatles

Ninnananne rocknroll: unintended

Questa storia ha inizio tempo fa quando cercavo di capire la necessità di propinare ad ignari neonati, orribili versioni ninnananne di canzoni rocknroll invece degli originali. Capisco che Idioteque potrebbe scatenare crisi epilettiche, ma Lucky? Più ninnananna di così se more!

Interno pomeriggio. Sono in cucina che preparo una cheesecake vegana tentando inutilmente di dare un senso al tofu. Contrariamente a quanto si pensa, la caratteristica più irritante del tofu non è il suo sapere di nulla. Quanto più l’impossibilità di acquisire qualsiasi sapore, nonostante l’accostamento svariati gustosi ingredienti diversi. Contrariamente (2) alla prima regola di mia madre relativa alle cene (validata anche da qualsiasi manuale sul buonsenso) non si dovrebbe mai sperimentare qualcosa quando sei invitato a cena o ospiti qualcuno. Ma tant’è, vedremo domani, sperando che l’unico sapore acquisito dal tofu non sia quello del frigo.

Ad un certo punto maritodelcuore decide di mettere a frutto il mio ultimo regalo di compleanno, con un solenne: “mentre tu cucini, imparo qualche ninnananna per fagiolina, così siamo pronti”.

guitalele ninnananne rocknroll

Premessa: qualche settimana fa in visita a Londra da dei cari amici con bellissima bimba di un anno, siamo stati illuminati dall’affascinante teoria secondo cui, nessuna delle 8 chitarre normali (tra elettriche, acustiche e classiche + un basso) già presenti in casa sarebbe stata adatta a suonare ninnananne ai bambini a causa della difficoltà di tenere in braccio un pargolo mentre si suona. Touchè. Il problema viene ampiamente risolto dall’arrivo del guitalele, rivoluzionario strumento che permette di tenere un infante in braccio, senza dover rinunciare (giammai!) all’opportunità di suonare qualcosa in contemporanea. Come il nome può facilmente suggerisce, altro non è che un ukulele (orrore!!!) a sei corde (fiuuuu, meno male). Dati gli occhi a cuore di maritodelcuore alla scoperta di tale meraviglia di Francia in concomitanza con l’avvento del suo compleanno, decido di regalarglielo.

Dunque, pomeriggio di ninnananne al guitalele mentre io impazzisco in cucina creando arditi accostamenti. Alla terza ninnananna ninnaoh si insinua nella melodia tale Major Tom che sta fluttuando nello spazio con qualche problema di stabilità della navicella. Si scopre che qualsiasi canzone con il magico guitalele si può trasformare in una suadente ninnananna. E arriva lo statement “amore, sto imparando l’arpeggio di unintendedcon questa secondo me s’addormenta”. E finì a schifio con le classiche ninnananne.

Che il suo futuro sarebbe stato segnato una quantità di rocknroll degna di un Mick Jagger qualunque, era una cosa più che scontata. Il mio proposito di farle imparare l’inglese fin dai primi vagiti però diventa problematico se poi bisogna spiegarle che I’m feeling supersonic, give me gin and tonic non è che vada preso proprio alla lettera, ma è una metafora della supercazzola con doppio carpiato all’indietro. Ok, I give up.

“First there was the one who challenged all my dreams and all my balance. She could never be as good as you. You could be my unintended choice to live my life extended, You should be the one I’ll always love. I’ll be there as soon as I can but I’m busy mending broken pieces of the life I had before.”

Muse – Unintended

Reazioni all’annuncio di maternità: what’s your name, what’s your number

Le reazioni all’annuncio di una maternità, al di fuori della cerchia ristrettissima dei parenti, sono incredibilmente tutte uguali! Almeno face-to-face, poi magari qualcuno si sta struggendo disperatamente nel silenzio della sua cameretta per aver perso ogni possibilità di accalappiarsi il mio bellissimo marito. Tiè, nell’eventualità!

Si sa, non sono la persona con attitudine alla tolleranza del mondo esterno più sviluppata ww. E la gravidanza non mi sta di certo rendendo migliore. C’è da dire che anche la gente ci mette il carico da 11.

opinioni non richieste maternità

Reazioni e domande assurde quando annunci la maternità, nell’ordine:

1. Wow che bello! Ma che bravi!! (Bravi de che? Lo capisco che possono esserci persone che per vari motivi lottano per restare incinta. Ma per gli altri, vi spiego come si fa? È tipo la cosa più facile del mondo, giuro!)

2. Siete felici? (No sai, ti capita così per caso tra capo e collo. Te ne fai una ragione, che ci vuoi fare. E poi la felicità, questo sentimento così effimero, sopravvalutato. Va beh vediamo come va, caso mai proviamo a ridarlo indietro, dai.)

3. Come non sapete ancora se è maschio o femmina? (A parte che, tutti senza figli ma esperti di ogni oscuro segreto di tutte le fasi della gravidanza. Già che uno è in ansia di suo, non è che c’è proprio bisogno di farla sembrare una roba strana se al 4° mese ti fa vedere solo il terzo dito invece delle sue grazie. Saranno un po’ affari suoi, ecco).

Last but not least, croce e croce di tutti i futuri genitori, perpetuo cruccio di chiunque, conosciuto e non, rullo di tamburi, ratatatattrartaaratraarttatata (forse questa era la mitraglietta di c’era un ragazzo che come me, va beh)

4. Il nome?

Ti accorgi da subito che il non abbiamo ancora deciso non è un’opzione che allontana velocemente gli impiccioni dalla questione. Anzi, scoperchia come un vaso di pandora la creatività dell’interlocutore: sarai quindi investito da una serie di suggerimenti (ovviamente, non richiesti) e abbinamenti nome-cognome che più improbabili non si può. Che poi all’inizio ti sforzi di restare educato, con sorrisini sforzati e ma no sai mi sembra un po’ lungo/corto, è il nome della prozia e non vorremmo offendere gli altri e così via, fino allo scoglionamento definitivo in un ma che nomi dimmerda sono? Robe da farti riconsiderare i sottovalutati cosetto/a, fagiolino/a, piccoletto/a.

Adesso abbiamo il sesso. E anche il nome. Ma per non incorrere in ulteriori consigli/dissuasioni non richiesti “segreto” è tutto quello che verrà rivelato fino alla nascita. Cosa che sta facendo morire di curiosità le genti. Ma davvero non avete migliori attività in cui impegnare le sinapsi? Il sesso si può dire però, ho già lanciato il seguente anatema:

Ciao mondo. Preparati perchè se una ti sembrava già più che abbastanza, mò ne arriva un’altra! E so caxxi tua…

 

“What’s your name? What’s your number? I would like to get to know you, can we have a conversation? The night is young girl give me a chance”
Cypress Hill – What’s your number

In moto in gravidanza: Born To Be Wild

È primavera! È primavera! Quando ero piccola a fine Marzo in tv trasmettevano sempre un cartone animato in cui una specie di folletto andava in giro annunciando la fine dell’inverno e l’inizio della bella stagione ripetendo ossessivamente per il bosco “È primavera! È primavera!”, svegliando in malo modo qualsiasi animale dal letargo invernale. Se fossi stata l’orso almeno una zampata gliel’avrei data!

Ad ogni modo, l’intro mi da la possibilità di lamentarmi nuovamente di qualcosa di questa gravidanza. Essendo io molto fortunata, giacchè ad oggi l’unico vero fastidio che questo piccolo fagiolino che cresce nella mia panza è il maldischiena, devo pur lamentarmi di qualcos’altro!

maternity

Avendo già affrontato il problema dell’astinenza da birra, con la primavera alle porte si è palesata una nuova astinenza forzata: la moto.

Pare che in gravidanza non sia prudente guidare una moto!!

Che poi, le genti pensano che guidare una moto sia imprudente in generale. Ma statisticamente ci sono più ciclisti e pedoni investiti, che incidenti sulle 2 ruote. Io ad esempio mi sento più insicura negli attraversamenti pedonali che non sulla sella del mio monster. Ma tant’è…non si può. Ma perchè, Mozzy, perchè?!!??!!? Guarda che carina!!!

monster girl

Offtopic già che ci sono per il futuro: appello alla Ducati affinchè i giubotti per motocicliste possano essere indossati anche da donne tette-munite, grazie.

Quindi niente, in queste belle giornate di sole coi primi tepori, che sarei a lavoro in 10 minuti di vento tra i boccoli, anzichè 30 di metro (la sai la storia dei sensi amplificati in gravidanza no? E con la primavera i primi sudori, la gente che non si lava e che schifo!!!!). Che potrei saltellare da un lato all’altro della città easily. Che potrei minimizzare lo sforzo, ma soprattutto i tempi, massimizzando la resa. E invece mi aggiro per la città spanzottando lentamente, tra scale metropolitane (tutte in ristrutturazione, mortacci loro!) e bar senza kinder bueno (ma che state aperti a fare?).

“Get your motor runnin’ head out on the highway, looking for adventure in whatever comes our way. Yeah, darlin’ gonna make it happen! Take the world in a love embrace, fire all of your guns at once and explode into space. Like a true natures child we were born, born to be wild. We can climb so high I never wanna die. Born to be wild.”

Steppenwolf – Born To Be Wild

Alcohol in gravidanza: The Thirst

Questa storia dell’alcohol in gravidanza è una faccenda curiosa! Ieri sera ho approcciato la mia seconda mezza pinta da 3° in 3 mesi. 3°. 3 mesi. Si vede che il 3 si sta rivelando un numero ricorrente. Io che prima bevevo Guinnes come acqua, adesso mi accontento di Petit Ghisa da 3°. Ringrazio però il birrificio per averla prodotta!

alcohol in gravidanza e birrificio di lambrate

(home sweet home – Birrificio di Lambrate)

A parte lo stato di leggerissima ebrezza alla fine del bicchiere che a Manchester non mi ci faranno mettere piede mai più, stavo cercando di testare le reazioni del fagiolo all’assunzione moderata di alcol.

Non sono molto apprensiva di carattere, però se mi dicono di stare attenta a qualcosa io ci sto attenta. Quindi se “poco alcohol in gravidanza” dev’essere, poco alcohol sarà. Oh, mica mi hanno detto “niente, at all” se no probabilmente cambiavo ginecologa! Una mia amica ne ha trovata una che le ha detto che da accanita tabagista qual’era, era meglio se fumava qualche sigaretta al giorno piuttosto che smettere. Volete che non ne trovi una che mi dice che un po’ d’alcohol non ha mai ammazzato nessuno??? Ad un’altra oltre ai soliti divieti hanno detto di non mangiare assolutamente dolci.

Ma dopo 9 mesi di tutti sti “assolutamente no” o mi sono suicidata oppure ho raggiunto il nirvana, altro che dolce attesa!

Considerando poi che questa cosa dell’alcohol nemico del fagiolino è una cosa relativamente nuova: come tutte le rotture di balle più o meno da fine anni ’90. Tant’è che l’altra sera a cena un’amica un po’ più grande mi dice in tutta tranquillità che lei beveva quando aspettava. Per non parlare di madre che spiega la mia sinestesia col martini bianco col fatto che lei quando aspettava me aveva sempre voglia di martini. E non è che si astenesse, ovviamente! Certo non stiamo parlando di frequentatori degli A.A. però insomma sono qui viva e vegeta, nonostante il martini (che per la cronaca, oltre che dentro la pancia, bevevo già di nascosto a 2 anni, ma di questo ne riparleremo quando il fagiolo sarà più grande).

alcohol in gravidanza

(amiche! mi spiace davvero tantissimo)

Quindi niente, mi aspettavo quella ineguagliabile sensazione di benessere da pinta dopo giornata di lavoro pesante e invece niente. Qualcosa di hip hip hurrà, capriole, singhiozzi e salti mortali. E invece niente. Se non ce l’avessi proprio dentro la pancia, potrei pensare che forse forse non è mio figlio. Che è stato scambiato. Che, si, io ti vorrò bene più che a me stessa foreverandever, finchè vivrò, respirerò, lavorerò, qualche cosa farò (aria sanremo). Ma se non ti piace la birra, fagiolino mio, partiamo male. Molto, molto male! Forse ero solo stanca io. Comunque, sai che mamma c’ha la testa dura, quindi non ci si arrende proprio.

Sarà un post impopolare, ma poi ogni mamma è differente, no? Lo dicono tutte le pubblicità! E se proprio te lo stessi chiedendo, Mozzy, NO non penso di essere una brutta persona o una pessima madre per questo.

“Let beer fulfill the thirst in me. The thirst that sends them to their graves. The thirst for that which I will craveThis thirst, this thirst is strong. It overpowers all right and wrong. The thirst, I feel it coming on. The thirst, I feel it coming on. The thirst, I feel it coming on”

Elton John – The Thirst