Biberon perfetto VS biberon giusto

Il biberon perfetto non esiste, con buona pace delle aziende che producono prodotti per bambini.

Il biberon perfetto è quello che si autodosa il giusto mix di acqua e latte in polvere. E’ quello che si autoscalda alla temperatura ideale, in ogni momento, in tutti i luoghi in tutti i laghi. E’ quello che non ha bisogno di essere lavato, perchè non si sporca mai!

Poi ci ridestiamo e scopriamo che cercano di venderci meraviglie di francia ultra tecnologiche che non fanno niente di tutto ciò. E va beh prendeteci pure per il culo eh voi che evidentemente non siete mai stati genitori. Ma almeno un neonato l’avete mai visto?

Tra diverse forme, colori e dimensioni si può perdere più tempo che in una profumeria!

Ogni mamma si ritroverà almeno una volta nella vita davanti allo stand con le lacrime agli occhi, consapevole che da questo dipenderà l’intero percorso formativo dell’erede, a chiedersi

quale sarà il BIBERON giusto?

Per fortuna ne ho ricevuti un bel po’ prima della nascita e devo dire che essendomi trovata bene ho sempre continuato con la stessa marca.

Come scegliere il biberon giusto

Fin dalla nascita ho usato i biberon anticoliche perchè facevo allattamento misto e si, sono sopravvissuta al senso di colpa per aver dato alla mia bambina il latte artificiale per circa 6 mesi, invece che talebanamente allattamento esclusivo al seno e farla morire di fame perchè non avevo abbastanza latte. Che gretina!

Come da manuale fino a 3 mesi la bimba le coliche le aveva lo stesso, quindi forse non servono granchè allo scopo, però sono comodi perchè si smontano in 5 parti, quindi più facili da lavare!

Ovviamente, siccome sono una madre degenere, impavida, che non si preoccupa per la salute della sua neonata, ho sempre preferito la lavastoviglie, anzichè l’uso di acqua appena sgorgata dalle sorgenti del Monte Bianco, sapone 1000% biodegradabile e scovolino in simil setole di maialino da latte in realtà 100% vegetali attaccate una per una.

Non cadete nelle trame del marketing, o almeno non troppo!

Usando biberon di un unica marca tutti i pezzi sono intercambiabili, quindi a meno di un uso matto e sconsiderato ho sempre avuto a disposizione al momento opportuno almeno 5 pezzi da assemblare, seppur di biberon diversi che arlecchinolevate. Perchè se il bambino mangia 6 volte al giorno, o hai almeno 8 biberon, oppure sei SEMPRE lì che ti manca quello pulito… forse non è l’unico in casa ad usarlo e non lo sai!

Inoltre, invece di cambiare ogni volta biberon seguendo le fasi della crescita sono riuscita a utilizzare sempre gli stessi, cambiando solo le tettarelle di volta in volta.

Il risultato è che uso ancora le prime tettarelle per l’acqua o liquidi veramente liquidi, mentre per latte e biscotti mi sono evoluta fino a misure inimmaginabili e oltre (tipo il beccuccio ora che sta diventando -sigh- grande) con un discreto risparmio di soldi, ma soprattutto di plastica inutilizzata!

Oh io ci tengo a fare il possibile affinchè mia figlia in futuro non si trovi un sesto continente puzzolente come la GPGP

100 Cose per bambini che servono davvero: a passeggio

Non sono davvero 100 le cose per bambini che servono!!! Sento spesso dire da molte amiche (non quelle zitelle senza speranza) che, si certo avere dei figli dev’essere bellissimo. Però che costoso! Come se neanche il giro del mondo in executive potesse costare come un anno di vita di un bambino. I pannolini poi. ommioddio i pannolini!

E’ vero che se guardi una di quelle liste nascita “100 cose che servono davvero” poi ti viene da pensare che forse se tuo figlio non andrà ad Harvard sarà perchè hai sottovalutato l’utilità dello scaldabiberon in ciniglia col carillon coi suoni della foresta amazzonica e tu non vorresti mai vivere con questo rimorso tutta la vita!

In realtà tutto è molto più semplice e no panic di quanto vogliano farti credere, soprattutto se cerchi di non cadere nelle infide trame del marketing mammettaro.

A passeggio

ad esempio, per me i very essential fin dai primi giorni sono stati:

  • il seggiolino auto, dato che alcuni ospedali non dimettono il bebè se non hai il seggiolino in macchina. Giustamente!
  • il passeggino, ovviamente il must have dei must have.

Noi abbiamo optato per un trio (seggiolino+passeggino+carrozzina), che per le nostre esigenze del momento era l’ideale: eravamo in fase di trasloco e la piccola è nata molto piccola!

Chiaramente non tutti hanno bisogno della carrozzina, preferendo sistemare il nuovo arrivato già nella sua culla attaccata al lettone e portarlo in giro già sul passeggino. Noi invece l’abbiamo usata molto per i primi 3 mesi, sia per farla stare comoda quando eravamo in giro, sia per la nanna in casa. E fino a 6 mesi (finchè ci si poteva rigirare) tutte le volte che dormivamo fuori casa.

Il seggiolino auto che fa parte di un trio può essere montato sulla struttura e usato come passeggino. Provate voi a non svegliare una bambina slegandola dal seggiolino per metterla nel suo passeggino! Noi l’abbiamo utilizzato al posto del passeggino fino ai 4/5 mesi, prima di aver raggiunto finalmente una dimensione adeguata per il passeggino vero!

E’ vero che dopo un anno, gli accessori del trio vanno ad ingombrare la cantina!

Adesso abbiamo un passeggino ultraleggero che è molto più comodo e maneggevole. Io però continuo ad amare il passeggino del trio perchè è molto più confortevole e accessoriato soprattutto se stiamo fuori casa molto tempo, se fa freddo o piove!

Tra gli accessori molto utili ci sono le coperture per il freddo e per la pioggia. Ma soprattutto il mio preferito:

cose per bambini che servono passeggini

il porta birra

(che mi dicono essere un porta biberon, ma ci sta benissimo il bicchere di plastica del birrificio, che quando stai fuori non sai mai dove appoggiarlo!)

Un anno in più

E’ che a volte uno si può dimenticare di avere un blog. Dicono che capita, più spesso di quanto uno possa immaginare! Quindi forse ci sta che l’ultimo post riporta lo stesso mese di questo.

La bambina ha un anno in più, questo blog ha un anno in più, io, manco a dirlo ho un anno in più. Ma i bilanci si fanno a fine Dicembre, che ti indicizza meglio pure il SEO quindi niente, riprendiamo da dove c’eravamo lasciati…perchè si c’eravamo tanto, ma tanto, amati.

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Un po’ due cose che mi piacciono molto, game of thrones e l’avocado.

La mano sulla culla

Angosciante film anni 90, la mano sulla culla per fortuna c’entra solo nel titolo col questo post. Polemica cinematografica: come ormai di consueto, il titolo è stato stravolto dalla traduzione originale che doveva suonare più come un “la mano che dondolava la culla“, più attinente alla tematica del film. Ma come dire, sottigliezze.

Una sera eravamo andati a sentire un amico suonare in una location d’eccezione: il castello sforzesco. Finito il concerto salutiamo e ci avviamo all’uscita con la bimba un po’ piagnucolante da “ma cche belo, ma cche belissimo. Mò però nnamo che c’ho fame“.

Ed ecco lei. La vedi arrivare, col sorriso di chi “tsè, io che ne ho cresciuti ben 3. Che avrei anche continuato la mia brillante carriera nella famosa agenzia pubblicitaria milanese. Ma poi con PierluigiMazzantiviendalmare abbiamo preferito che io stessi a casa accanto ai miei bambini, vederli crescere e prendermi cura di loro, insieme ovviamente alle 3 tate giorno e notte”. (Ma lo sapevi Moz che esistono anche le tate notturne??? Ma proprio robe di altri tempi -e stipendi, ovviamente- Vorrei proprio sapere se esistono ancora pure le balie che allattano al posto tuo).

Comunque arriva lei. La guarda. Gridolino di “che carinaaaaaa”.

Sentenzia per il piagnucolamento: ha freddo.

Le mette una mano sul petto (wtf).

Le tira su la cappotte della culla (WTF).

E se ne va.

sei-mejo-te

Io lì, tra l’inerte, l’incredula e la balbettante, guardo maritodelcuore e spingo la carrozzina verso l’uscita (ovviamente riabbassandole le cappotte, perchè se c’è una cosa che fa incazzare la mia bambina, che proprio non la si tiene più, è quando non può guardarsi intorno e scrutare il mondo là fuori).

ma che cacchio ti dice il cervello???

 

“Sono intorno a me ma non parlano con me… Sono come me ma si sentono meglio.”

Frankie Hi Nrg Mc – Quelli Che Ben Pensano 

Il paradigma della smme

Chiunque si trovi ad utilizzare i mezzi pubblici a Milano una o più volte al giorno (a seconda di quanto è buona la propria stella, del karma e delle condizioni meteorologiche) rischia l’incontro con la temibile smme: la signora milanese di mezza età.

La smme veste bene, ha una borsa firmata e viaggia accompagnata da due imprescindibili accessori: una sproporzionata quantità di profumo ed un’altrettanta capacità di rompere le palle.

eecard #fastidio

L’increscioso episodio accadde

una sera che tornando a casa con maritodelcuore decidemmo di prendere il 14. Per chi telefona da fuori Milano (02) è un tram di quelli nuovi e ultra moderni. Quello che non sapevo è che al pari di un dangan ressha, cerca di abbattere il muro del suono. Essendo alquanto pieno, c’erano dei ragazzi, che chiameremo ohzìo, appoggiati nel posto delle carrozzine; quindi entriamo e ci mettiamo nel corridoio con la carrozzina “tanto sono un paio di fermate”.

Troviamo la nostra smme quotidiana che nella migliore delle tradizioni non perde tempo a confermare il paradigma che la contraddistingue, smme/rompipalle. Dunque suggerisce inizialmente di farmi lasciare il legittimo posto da ohzìo. Io cerco di farle capire che non è essenziale perchè tanto scendiamo tra poco. Lei sgarbatamente suggerisce che lì dove sono do fastidio (restando sul vago sul chi avrebbe subito il fastidio) e fa spostare ohzìo di sua iniziativa. Rassegnata da cotanta gentilezza disinteressata, sposto goodgirl, che nel frattempo è diventata Rihanna (badgirl, eddai stammi dietro Moz!) cercando di calmarla senza poterla tirare fuori dalla carrozzina, con un equilibrio precario messo a dura prova dalla guida sportiva del tramviere, tenuta da un altrettanto instabile maritodelcuore.

In questo quadretto rilassato, la nostra non ancora realizzata smme (sempre senza scomporsi nel suo posticino bello comodo) ritorna all’attacco con un utilissimo “ma la lasci piangere”.

Signora mia, meno male che era la mia fermata!

“No you’ve got it the wrong way round you shut me up and blamed it on the brown cornered. The boy kicked out at the world…the world kicked back alot fuckin’ harder now. If you wanna try, If you wanna try there’s no worse you could do (oh oh oh) I know you lie (I know you lie).”

The Libertines – Can’t Stand Me Now